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SimonaIl Ponte |
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I titoli che leggo e le emozioni che mi hanno lasciato
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November 12 VUOTO D'AMORE![]() Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita: voglio spazio per cantare crescere errare e saltare il fosso della divina sapienza. Spazio datemi spazio ch’io lanci un urlo inumano, quell’urlo di silenzio negli anni che ho toccato con mano.
di Alda Merini November 03 NELLE NOSTRE MANI
Da cosa é guidata la nostra esistenza? Dalla dea bendata della fortuna o da un destino già stabilito? Un’alternativa potrebbe essere che, attraverso scelte consapevoli, siamo in grado di dare una direzione al nostro futuro.
Non so voi, ma a me è capitato di provare la sensazione di non vivere pienamente la mia esistenza. Per ragioni diverse, legate prevalentemente alla società di cui siamo parte, tendiamo a vivere in costante difesa di noi stessi, tentando in qualche modo di proteggerci da tutto ciò che di critico ci circonda. Il rischio però è quello di sentirci meno vivi ed è per questo che vorremmo prendere in mano il nostro destino.
La direzione da prendere ce la indicano i nostri sogni. Inseguendoli, senza perdere di vista la realtà che ci circonda, è possibile dare un senso più profondo alla nostra esistenza. La realizzazione di sé è importantissima. Bisogna sviluppare quel qualcosa che è in noi e che chiede solo di essere liberato e coltivato. Tutti noi possediamo quel qualcosa, in pratica si tratta delle nostre possibilità, le nostre facoltà, i talenti, le risorse. Le nostre personali potenzialità.
Quante volte ci siamo scoperti a rincorrere un’ “idea di noi stessi”, anziché cercare di realizzare il nostro potenziale? Noi siamo ciò che sappiamo fare, ma anche ciò che vogliamo fare e le nostre attitudini dovrebbero seguire di pari passo le motivazioni che ci muovono. Ognuno di noi esprime il bisogno di realizzarsi in maniera diversa, tutti però possiamo essere attori protagonisti della nostra vita, soverchiando la passività che spesso ci corrompe. Naturalmente non siamo tutti destinati a realizzare obbiettivi straordinari, ma certo possiamo gustare il piacere di essere vivi.
L’ideale sarebbe di rimanere sempre in contatto e in armonia con il centro più profondo di noi stessi, con quello che siamo, con i nostri talenti e le aspirazioni. Consapevoli sempre della realtà che ci circonda, pronti a modificarci in base alle diverse circostanze che la vita ci offre. Esprimere la nostra unicità e riconoscere quella degli altri è certamente un buon inizio per rimettere il nostro destino nelle nostre mani
October 22 SE NON AMI![]() Puoi decidere le strade che farai
Nek October 18 SIAMO PIU' TRISTI DI IERI?![]() Sembra che le donne siano sempre più infelici e che la causa principale
risieda proprio nella sua emancipazione.
Dagli studi e dalle indagini effettuati, risulta che a Milano, per esempio,
una donna su quattro soffra di depressione.
Più del doppio degli uomini!
Come mai?
E' una percentuale altissima, non c'é che dire, soprattutto se si pensa
all'incidenza che puo' avere la malattia del secolo nella vita di una persona.
Chi conosce direttamente o indirettamente la depressione,
capisce meglio degli altri cosa intendo.
Infelicità o insoddisfazione?
La nostra vita oggi é certamente più complicata rispetto a quarant'anni fa
e qualsiasi paragone lascia il tempo che trova:
siamo divise tra lavoro, famiglia, relazioni sociali e troppo spesso sole,
senza sostegni. Comunque giudicate nel nostro operato.
Quante donne occupano posizioni importanti?
Più di quelle che pensiamo, meno di quante lo meriterebbero.
Il successo non garantisce a nessuna donna la felicità,
tuttavia una certa tranquillità economica é innegabile che sia di aiuto;
per questo motivo, quando intervistano personaggi di un certo tono
sull'argomento, anziché chiedere alla madre di famiglia di turno,
mi irrito un pò.
Laura Biagiotti ha imparato a godere delle piccole felicità,
che poi sono la forza della vita: su un'agenda assegna dei più e dei meno
alle piccole felicità ed infelicità quotidiane, alla fine tira le somme
e scopre che qualche goccia di felicità é una piccola ricchezza.
Il concetto non é sbagliato, nel senso che tutte noi
dovremmo imparare a riconoscere il valore delle piccole cose,
ma immagino che per molte di noi sarebbe difficile anche solo trovare
il tempo di segnare + e -, ogni giorno, nell'agenda della vita.
Gli uomini risultano più felici delle donne?
E' risaputo che strutturalmente siano più elementari di noi,
che difficilmente riescano a fare più di una sola cosa per volta
e che tendano a non porsi troppe domande.
Al contrario, noi di domande ce ne poniamo anche troppe;
pretendiamo sempre di più da noi stesse, pronte a rimetterci in gioco
nella famiglia, come nel lavoro e nei nostri rapporti interpersonali.
Vorremmo essere brave madri, mogli, sorelle, figlie, amiche, colleghe...
Salvo poi sentirsi addosso lo sguardo distratto o, peggio,
il giudizio severo dell'uomo "più felice" che, vittima del suo egoismo,
ci vorrebbe in qualche modo più conformi alla sua idea di donna (quale?).
Lidia Ravera, scrittrice, sostiene che sia solo la dipendenza
da quello sguardo ad indurre all'infelicità,
o all'insoddisfazione, molte donne.
Chi saprà affrancarsene, ne sarà immune.
Inutile dire che non tutte le donne sono insoddisfatte e che non tutti gli uomini sono "strutturalmente più elementari" delle donne...
October 13 UN APPUNTO![]() La vita - é il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non é;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si é parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.
Wislawa Szymborska
Per quante di voi non la conoscono ancora, Wislawa Szymborska ha un cognome difficile,
é nata in Polonia e ha superato gli ottantacinque.
Ha vinto nel 1996 il premio Nobel per la letteratura ed é poetessa.
Scrive versi semplici, senza intricati giri semantici e lessicali;
in lei vi é un continuo stupore nelle cose e nelle persone
e nel tempo che le plasma.
Conosce le tristezze del quotidiano, ma crede anche nelle sue magie
e la sua ironia stempera le peggiori cose della Storia e delle nostre storie.
Dell'amore e della morte.
La poesia di Wislawa Szymborska trasmette gioia,
una gioia non fatta solo di luce,
ma soprattutto di chiaroscuri, perché così é.
Adelphi ha pubblicato di recente
"La Gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009)",
in pratica la sua opera completa, ma esistono le singole raccolte
e forse, leggendo la poesia che vi ho proposto,
sarete invogliate a conoscerla meglio.
Lasciatevi bagnare in qualche pioggia...
Simona
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